… e quindi “molliamo”, non facciamo, lasciamo perdere

Alibi & Resistenze

Qualcuno dei lettori riconosce situazioni in cui si è trovato a concludere con qualcuna di queste frasi, avrebbe potuto anche riconoscersi nella storia, a tratti drammatica, comunque emotivamente molto coinvolgente che Roberto Morandi, capo stazione del Soccorso Alpino di Verona, ha raccontato ad un’audience, decisamente rapita dal racconto.
E’ avvenuto nel corso dell’evento “continuare a compiere l’impresa” da noi organizzato ospiti di Velux Italia il 13 maggio scorso.

E’ stata la intensa storia di un soccorso, conclusosi poi fortunatamente in modo positivo, accaduto in pieno inverno a quota 2500 metri in cima al Monte Baldo fra le province di Trento e Verona, che ha coinvolto un gruppo di sette soccorritori accorsi alla chiamata.

Le condizioni erano davvero proibitive, con temperature con 20 gradi sotto zero, notte, molta neve, buio completo.

Le squadre avevano completato il loro lavoro di perlustrazione e di ricerca con metodo e con dovizia. Erano trascorse in quelle condizioni diverse ore dalla chiamata. Tutto faceva presagire che non ce la si sarebbe fatta a trovare quella persona. E soprattutto in tempo per salvarla.

La storia di Roberto Morandi si è dipanata attorno a diversi sentimenti ed emozioni contrastanti che attanagliavano il gruppo: “non ce la faremo mai in queste condizioni…” , “non abbiamo la situazione sottomano”. In quelle situazioni così estreme sopravvengono pensieri strani, che si fatica a controllare.

Il dare corso ad azioni di ricerca alternative avrebbe implicato ulteriori rischi, molto sforzo. Era intervenuto lo scoraggiamento, discussioni fra i membri del gruppo di soccorso, dove qualcuno spingeva per “facciamo un altro tentativo”, altri dicevano “è già troppo tardi”. “Sì ma quale strada seguiamo? Qualche alternativa proviamo?” con la paura di affrontare qualcosa di nuovo ed ignoto…

Ma poi hanno pensato all’importanza del “progetto”: “là fuori c’è un ragazzo da salvare”.
Questo pensiero ha ispirato il gruppo e chi ne aveva la responsabilità, dando loro la forza di non mollare e continuare nella ricerca, facendo arrivare in tempo il gruppo sul luogo dove si era infortunata quella persona.

E arrivati finalmente a valle hanno potuto esprimere tutta la loro gioia: “grazie al cielo siamo riusciti a superare e mettere da parte le nostre resistenze e le convinzioni sbagliate. Vincere i nostri pensieri non è stato facile ma riuscirci ha …salvato una vita!” .