GENERAZIONI SOTTO LO STESSO TETTO

Passaggio generazionale e futuro: La coabitazione delle diverse generazioni in azienda presenta diverse sfaccettature e sfide dove quello che rende le cose particolarmente ardue è il piano emotivo, irrazionale, relazionale.

Talvolta questi elementi entrano in campo in maniera particolarmente critica, e in modo non facilmente prevedibile.

Pensiamo ad esempio a ripicche e risentimenti o modi di vedere radicati, prese di posizione che affondano nel passato famigliare e talvolta generando difficili e precari equilibri.

Tutto questo talora si complica ulteriormente quando sono coinvolti diversi figli dell’imprenditore o dei soci dell’azienda che si desidera entrino in azienda e che ambiscono ad un ruolo e talvolta alla guida dell’azienda.

Un metodo per il passaggio generazionale

Il nostro intento è quello di proporre un metodo per i momenti di passaggio e di crisi, che, assieme alle persone coinvolte, descriva i diversi contesti (sociali, individuali ed economici). Dotarsi di un metodo è la cosa più pratica che consente di affrontare il cambiamento che caratterizza la vita degli individui e dei sistemi di individui in un’organizzazione.

Scegliere un metodo per parlare del cambiamento e della crisi, consente una maggiore capacità di affrontare questi fenomeni riguardo le persone e il loro futuro.

Consente di anticipare, prevedere e gestire i passaggi e le trasformazioni che ne conseguono, ottenendo un migliore adattamento e aumentando le possibilità di sopravvivenza, delle persone in quei contesti e comunque dell’azienda.

Maggiore è la flessibilità, più gestibili saranno le trasformazioni e, dunque, maggiore sarà l’adattamento a situazioni mutevoli. La rigidità agisce, invece, come una resistenza al cambiamento e genera facilmente disorientamento laddove urga una trasformazione.

Il metodo poggia dunque su uno strumento di comprensione delle fasi di difficoltà, cambiamento e trasformazione, che si caratterizzano per due aspetti fondamentali: l’incertezza dell’esito e una misura variabile, non sempre prevedibile, di ansia, frustrazione e preoccupazione.

Il metodo sperimentato con imprenditori e figli in diversi contesti aziendali, parte dalla rappresentazione di sé degli individui in questione, padri, madri e figli o figure della compagine sociale.

Si parte dalla dimensione individuale:

il singolo individuo definisce chi è e che ruolo ha solo nella interazione con il contesto e con gli altri individui che lo compongono. È nell’interazione tra individui o sistemi che si definiscono l’identità e il pensiero, così come i progetti di vita e la coerenza dell’identità, sia di una persona, sia di un’organizzazione di una azienda.

L’identità aziendale, d’altro canto, è data dalla sua storia, con le sue componenti economiche, produttive e umane.

Quella storia si sviluppa spontaneamente nel tempo. È una narrazione che definisce i confini dell’identità sulla base delle interazioni e della rappresentazione stessa di quell’azienda. Diventa il racconto, più o meno coerente, con cui si definiscono eventi e persone, che serve per riconoscere chi e cosa siamo.

In ogni organizzazione dobbiamo conoscere e condividere la nostra storia per visualizzare il futuro e programmare al meglio i passi e le scelte da compiere.

  • La rappresentazione di sé stessi o della propria azienda nel futuro agisce come un fulcro intorno a cui ruotano decisioni e azioni.
  • La rappresentazione di sè costituisce perno fondamentale e principale del comportamento decisionale e motivazionale (decision making).
  • La rappresentazione della forma e della continuità nel futuro condiziona dunque l’atto di decidere, in modo da restare sé stessi, non smarrendo l’identità seppur trasformandosi.

Si tratterà dunque di vedere come mantenere la propria coerenza senza irrigidirsi, pur adattandoci a contesti mutevoli e diversi, conservando coerentemente la nostra identità.

I senior, gli junior come decidono di sopravvivere? Come potranno rimanere sè stessi ed al contempo trasformarsi?

Può un’azienda rimanere “sé stessa” durante o dopo un passaggio generazionale? Possiamo visualizzare la sua forma nel futuro?

Il concetto di trasformazione contiene in sé la possibilità, se non la certezza, della crisi come rischio definitivo. Ma contiene anche un’opportunità di un cambiamento, necessario all’adattamento a nuove situazioni e a diverse sfide (organizzative, tecnologiche, normative, legislative o di mercato).

Ogni crisi può essere dunque un’opportunità.

Così come il passaggio generazionale, seppur avvertito come crisi, può rappresentare una vera opportunità, sia per le singole persone coinvolte che per l’azienda nel suo insieme. È chiaro che bisogna lavorare perché lo diventi.

Ciò che sono oggi determina ciò che deciderò e ciò che vorrò fare, in base ad un’idea di me nel futuro o della mia azienda senza di me o senza altri.

Questo concetto di idea del futuro che traina le decisioni del presente, può essere trasferito su un’impresa in termini di strategie, ad esempio, di programmazione rispetto all’organizzazione del lavoro e alla formazione ed alla crescita del candidato alla successione.

È sempre determinante e proficuo raccogliere come un imprenditore veda la sua azienda tra 5 o 10 anni, quale scenario immagini ora per allora. Raccogliere questi dati e confrontarli nel tempo può generare una sorta di “statistica interna” molto utile sia per il senior che per il futuro successore.

Più che l’immagine del passato, è la rappresentazione del nostro futuro che ci guida. Il passato, peraltro, appare una risorsa da cui estrarre selettivamente delle soluzioni.

Dunque la visione delle cose e di sé stessi proiettati nel futuro, assume fondamentale importanza per il presente e per la gestione delle proprie azioni ed emozioni di oggi.

La sopravvivenza dell’identità nel tempo (sia essa identità culturale, individuale o di appartenenza, aziendale o famigliare), funziona anche in base ad un’immagine del futuro confermata e stabilizzata, grazie al riconoscere come le previsioni del passato abbiano più o meno funzionato.

Il metodo adottato per supportare l’impresa e gli individui che la compongono a coabitare positivamente in azienda è basato sull’assunto che una buona previsione dello scenario futuro, unita ad una discreta flessibilità, garantisca la sopravvivenza e ulteriore prosperità nel tempo per tutti.

 

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