Quando è il momento di lasciare il lavoro
Quali sono i “momenti giusti” per uscire, per decidere di cambiare lavoro?
La ricostruzione delle situazioni e delle ragioni che hanno addotto gli ultimi duecento candidati incontrati, in fase dichiaratamente di valutazione di un cambiamento forniscono degli alert a ciascuno che si trovi in quelle situazioni, quando un ambiente di lavoro non “nutre più il proprio spirito”, come ha affermato un responsabile in fase di cambiamento?
È riconoscere i segnali, anche quelli più sottili, di un ambiente disfunzionale e poi “concedersi il permesso di andarsene”, come qualcun altro aveva affermato.
Rimango o lascio il lavoro?
Quando ogni domenica sera è accompagnata da un senso di angoscia, la salute peggiora e la crescita professionale si arresta, restare non è un segno di lealtà: è un atto di autosabotaggio. Promesse non mantenute, vaghe assicurazioni su futuri aumenti di stipendio, continue piccole bugie e il costante abbandono e uscita dei migliori talenti sono tutti chiari segnali di una cultura aziendale che forse indica che è meglio “scendere dal carro”. Quando la passione lascia spazio all’apatia, la fiducia viene infranta e le competenze iniziano a stagnare, il corpo e la mente stanno chiedendo di cambiare.
Ciascuno merita un ambiente in cui i talenti vengano valorizzati, l’integrità rispettata e il contributo riconosciuto. Aggrapparsi a un ruolo che prosciuga le energie non fa altro che rimandare il brillante futuro che ci attende. Quando l’istinto dice che è arrivato il momento di andare, ascoltiamolo. Lasciare un ambiente di lavoro tossico non è mai una sconfitta: è la scelta coraggiosa di riprenderci serenità, il nostro valore e il nostro potenziale.
Determinante è riconoscere il proprio valore e scegliere il terreno in cui possiamo davvero sbocciare.
12 segnali che indicano che è ora di andarsene
- Temi ogni lunedì mattina – Non si tratta di una brutta settimana: è uno schema che non cambia. Ad esempio ti si chiude lo stomaco ogni domenica sera pensando al lunedì.
- La tua crescita si è fermata – Hai imparato tutto ciò che questo ruolo può insegnarti. Potresti svolgere il tuo lavoro quasi senza pensarci e non ti senti messo alla prova da mesi.
- I tuoi valori non coincidono con quelli dell’azienda – L’azienda premia comportamenti in cui non credi. Per esempio la dirigenza elogia chi fa molte ore di straordinario invece di valorizzare i risultati concreti.
- Non ricevi un vero feedback – Il tuo responsabile non parla mai del tuo futuro ma solo delle attività da svolgere e le ultime valutazioni si sono concluse con un semplice: “Continua così.”
- Piccole bugie continue – Ti viene chiesto di distorcere la verità in modi che, sommati, diventano significativi. Qualche candidato ha menzionato il suo caso: gli veniva detto di rassicurare i clienti che un progetto è “in linea con i tempi”, quando loro sapevano che non era vero.
- La tua salute continua a peggiorare – Il tuo corpo ti sta inviando segnali che la tua agenda ignora. Qualcuno raccontava che in quelle settimane ha avuto tre grossi mal di testa mentre l’anno scorso non ne aveva praticamente mai.
- I talenti migliori se ne stanno andando – Quando le persone valide si dimettono, non è una coincidenza: è un segnale. Diverse persone hanno raccontato che alcuni colleghi hanno lasciato l’azienda negli ultimi sei mesi e nessuno ha chiesto loro il motivo, né è stato reso noto.
- Gli aumenti sembrano impossibili – Alcuni avevano chiesto chiaramente e avevano ricevuto solo risposte vaghe: “Ne riparliamo il prossimo trimestre”, ormai per il secondo anno consecutivo.
- Hai perso la passione – Prima ci tenevi davvero, ora fai solo il minimo indispensabile. Ad esempio hai smesso di proporre idee durante le riunioni già da mesi.
- La fiducia è stata spezzata – È successo qualcosa che ha cambiato il modo in cui guardi la leadership. Ad una persona una promessa riguardante il suo ruolo o il suo stipendio era stata silenziosamente disattesa.
- Le tue competenze stanno diventando obsolete – Il mercato evolve ma il tuo ruolo non tiene il passo. “È più di un anno che non imparo nulla di nuovo, un nuovo strumento o una nuova competenza”.
- Il tuo istinto ti dice di andartene – In realtà lo sai già: stai solo aspettando di metterti in moto. Ti sorprendi ogni giorno, durante la pausa pranzo, a guardare offerte di lavoro.
Questi segnali, presi singolarmente, non significano necessariamente che sia il momento di dimettersi. Tuttavia, quando se ne presentano diversi contemporaneamente e persistono nel tempo, possono indicare che l’ambiente di lavoro non favorisce più il benessere, la crescita e la soddisfazione professionale.
In questi casi, valutare un cambiamento può essere una scelta di rispetto verso sé stessi e verso il proprio futuro.
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