A ciascuno la sua forma di Formazione
Dalla trasmissione al coinvolgimento
Di Giovanna Combatti
Ottobre 2025
La trasformazione del ruolo del formatore
In un recente webinar promosso da AIF e dall’Istituto Veneto del Lavoro, il Prof. Carlo Callegaro, docente di Pedagogia all’Università di Verona, ha approfondito come il ruolo del formatore aziendale stia cambiando: non più semplice trasmettitore di contenuti, ma specialista nella creazione di ambienti di apprendimento.
Questi ambienti nascono dal riconoscimento delle particolarità dei partecipanti, elemento sempre più determinante nel mondo della formazione aziendale.
Dal modello standardizzato alla formazione personalizzata
Per molto tempo la formazione è stata basata su modelli uniformi, organizzando classi omogenee per età, settore o livello professionale. Tuttavia, questo approccio rischia di risultare efficace solo per una parte del gruppo, trascurando le esigenze specifiche degli altri.
Come spiega il Prof. Callegaro, è un po’ come servire un unico piatto a venti ospiti con gusti, intolleranze e abitudini alimentari differenti: inevitabilmente qualcuno rimarrà escluso.
La sfida della formazione personalizzata è proprio quella di progettare esperienze capaci di includere la pluralità delle esigenze.
Il principio delle particolarità: l’approccio UDL
Applicare il principio delle particolarità significa anticipare la diversità dei partecipanti. È l’approccio proposto da David Rose con il modello Universal Design for Learning (UDL), nato in architettura e successivamente applicato alla didattica: considerare la diversità come regola, non come eccezione.
Tradotto nella pratica, questo significa:
- predisporre diverse modalità di apprendimento (testi, video, esercitazioni pratiche, discussioni);
- valorizzare interessi, attitudini e conoscenze pregresse;
- offrire modalità alternative di valutazione delle competenze, rispettando stili cognitivi e valori individuali.
La progettazione come competenza chiave
Questo approccio richiede un forte investimento nella fase di progettazione, più che nell’improvvisazione dell’aula o della sessione online.
È qui che entra in gioco la competenza dei professionisti di Niederdorf Italia, che curano la progettazione formativa nel dettaglio affinché ogni esperienza – in presenza o a distanza – possa essere inclusiva e coinvolgente.
Il nuovo formatore: facilitatore di ambienti di apprendimento
Come sottolinea il Prof. Callegaro, oggi il formatore deve diventare un facilitatore di ambienti di apprendimento. Questo significa spostare l’attenzione:
- dall’aula all’esperienza,
- dal docente al partecipante,
- dalla trasmissione dei contenuti al coinvolgimento attivo.
Solo così la formazione aziendale può trasformarsi in un percorso realmente efficace e trasformativo, in cui ogni partecipante costruisce il proprio set di competenze e sviluppa nuove opportunità di crescita professionale.
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