Tra le rapide del Noce

Quando un gommone diventa una metafora dell’azienda

di G. Combatti

Un gommone, un fiume, quindici persone provenienti da funzioni diverse dell’azienda e una sfida da affrontare insieme.

A prima vista poteva sembrare soltanto un’esperienza di rafting in Val di Sole. In realtà, è diventata una straordinaria occasione per osservare da vicino come lavoriamo, come prendiamo decisioni, come collaboriamo e cosa accade quando un gruppo deve raggiungere un obiettivo comune.

Se non si rema insieme, ci si arena

La prima lezione è arrivata quasi subito.

Sul gommone non basta che qualcuno pagai più forte degli altri. Non è sufficiente che siano in pochi a impegnarsi. Se tutti non danno il proprio contributo, il gommone rallenta, si disallinea e rischia di fermarsi.

È una metafora potente della vita aziendale.

Ogni funzione, ogni persona e ogni competenza contribuiscono al risultato finale. Il successo non dipende dalla prestazione del singolo, ma dalla capacità del gruppo di coordinarsi e di remare nella stessa direzione.

Nessun risultato senza fatica

Molti partecipanti hanno commentato: “Non credevo fosse così impegnativo.”

Per avanzare sul fiume servono energia, concentrazione e impegno. Lo stesso accade in azienda.

I risultati importanti richiedono dedizione, costanza e la disponibilità a fare uno sforzo in più. Non esistono scorciatoie. Il divertimento e l’entusiasmo della sfida non cancellano la fatica: la rendono significativa.

La forza della diversità

Su ogni gommone c’erano persone diverse: più esperte o meno esperte, più forti o meno forti, più alte, più giovani o più senior.

La discesa ha mostrato con chiarezza che le differenze non sono un ostacolo, ma una risorsa.

Quando qualcuno è in difficoltà, il gruppo deve compensare, sostenere e valorizzare le capacità di ciascuno. Le squadre migliori non sono quelle in cui tutti sono uguali, ma quelle in cui le diversità diventano complementari.

L’importanza della guida e della leadership

La guida dava istruzioni semplici e precise.

Spiegava in anticipo cosa sarebbe accaduto:

“Tra poco ci sarà una curva, succederà questo e dovremo fare questo.”

La leadership, in fondo, è anche questo:

  • fornire una direzione chiara;
  • preparare le persone a ciò che le attende;
  • dare indicazioni comprensibili da tutti;
  • assicurarsi che il significato delle parole sia condiviso.

Quando qualcuno non sentiva un comando, gli altri lo ripetevano. Quando uno era in difficoltà, il gruppo interveniva.

La leadership non è un atto individuale: è un processo collettivo di comunicazione e fiducia.

Ascoltare è un’azione

Durante la discesa è capitato di non sentire o di non ascoltare completamente le indicazioni della guida. Il risultato è stato immediato: il gruppo ha superato il punto previsto di arrivo.

Anche in azienda l’ascolto non è un gesto passivo.

Ascoltare significa comprendere, verificare, condividere le informazioni e assicurarsi che tutti abbiano capito la stessa cosa.

Una delle riflessioni emerse dal debriefing è stata proprio questa: il gruppo è molto orientato alla velocità e all’azione ma deve ancora allenarsi a processare le informazioni insieme, a confrontarsi e a dedicare tempo alla condivisione.

La velocità senza preparazione non basta

L’azienda possiede una grande energia e una forte predisposizione al fare.

Ma il rafting ha evidenziato anche un altro aspetto: senza pianificazione e preparazione si rischia di disperdere energie.

La giornata è riuscita perché è stata preparata con cura: il percorso formativo iniziato mesi prima, l’organizzazione, la presenza delle guide, la definizione degli obiettivi.

Il messaggio è chiaro: nessun risultato importante nasce per caso.

Preparazione, pianificazione e coordinamento consentono di raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo.

Il coraggio di decidere e di esporsi

L’esperienza ha fatto emergere anche alcuni aspetti sui quali il gruppo può ancora crescere:

  • abituarsi maggiormente al confronto;
  • esprimere più facilmente il proprio punto di vista;
  • dare e ricevere feedback;
  • sentirsi autorizzati a prendere decisioni;
  • mettere in discussione idee e abitudini consolidate.

Ogni squadra vincente ha bisogno di persone che sappiano assumersi responsabilità e prendere iniziativa.

L’apprendimento più importante

Forse il messaggio più forte lasciato dalle rapide del Noce è stato questo:  il gruppo viene prima del singolo.

Sul gommone non c’è spazio per l’individualismo.

Occorre fidarsi, coordinarsi, adattarsi al ritmo degli altri e capire che il successo dipende dalla capacità di remare insieme.

L’azienda sta vivendo una fase di crescita importante e le sfide dei prossimi anni richiederanno ancora più collaborazione, ascolto e spirito di squadra.

Perché, in fondo, ogni organizzazione assomiglia un po’ a un gommone in mezzo alle rapide: la corrente può essere forte, le curve impreviste e la fatica intensa.

Ma quando le persone condividono la meta, si fidano l’una dell’altra e imparano a pagaiare insieme, anche il tratto più impegnativo del fiume diventa un’opportunità per andare più lontano.

 

Per approfondire segui il link: https://www.niederdorfitalia.info/formazione/progetti/nel-fiume/